Comune di Galliera Veneta

Discorso del Sindaco 25 aprile 2018 - FESTA DELLA LIBERAZIONE DALLA OCCUPAZIONE DELL’ESERCITO TEDESCO E DALLA DITTATURA FASCISTA

Pubblicata il 04/05/2018



FESTA DELLA LIBERAZIONE
DALLA OCCUPAZIONE DELL’ESERCITO TEDESCO
E DALLA DITTATURA FASCISTA


Discorso del Sindaco 25 aprile 2018

 
Buongiorno e un cordiale benvenuto a tutti Voi da parte mia e a nome dell’Amministrazione Comunale di Galliera Veneta!
Saluto le Autorità militari: il Comandante della locale Stazione dei Carabinieri
Saluto le Autorità civili: i sigg. Consiglieri e Assessori Comunali.
Saluto il Sindaco e il Consiglio Comunale dei Ragazzi con il suo referente, la prof.ssa Mara Bertollo, e l’alfiere del progetto, il prof. Giovanni Tonellotto.
Un benvenuto ai Rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’armi, che ringrazio della loro significativa presenza, gli Alpini del Gruppo di Cittadella, i Bersaglieri della Sezione di San Martino di Lupari, e l’Associazione Nazionale partigiani d’Italia con il referente locale Cristina Trento
Saluto e particolarmente ringrazio del sostegno nell’organizzazione della Cerimonia: don Renato De Lazzari, parroco di Galliera, padre Umberto Andreetto, parroco di Mottinello Nuovo
e la locale Sezione dei Fanti d’arresto Alta Padovana con il suo Presidente Agostino Solagna.

L’Amministrazione comunale in occasione delle Celebrazioni per la Festa della Liberazione, ha organizzato una serie di iniziative di pregio culturale e commemorativo.

Si è iniziato venerdì scorso 20 aprile con la presentazione del libro di Remo Michelazzo ‘MISCELLANEA DI RICORDI DEL MAGLIO 1939 – 1947.
Fatti, aneddoti e testimonianze’. Remo Michelazzo ha il prezioso merito di aver svelato a noi generazioni successive fatti storici di grande importanza, con precise e affidabili interviste a testimoni oculari che hanno rilasciato testimonianze che lo stesso ha confrontato, per certificarne la correttezza e autenticità nonostante gli otre 70 anni passati da quei sofferti avvenimenti.

Grazie al suo lavoro è stato possibile ricostruire le vicende che portarono alla morte di cinque persone nella località Cartara al Maglio.

Quei giorni senza respiro, sospesi, ebbero la loro tragica fine anche a Galliera il 29 aprile: Giovanni Cecchin, Alfredo Donazzan, don Fausto Callegari, Dante Guidolin, Rino Zanon e Ottorino Rizzetto, uccisi per mano di due soldati tedeschi in avanscoperta probabilmente della divisione Falk, proveniente dal sud d’Italia e che lo stesso giorno passerà alle armi 136 abitanti dei Paesi di S. Giorgio in Bosco, S. Anna Morosina, Villa del Conte e S. Martino di Lovari, di cui 76 in località Cacciatora di Castello di Godego dopo una mortale processione durata chilometri.

L’ultimo grande eccidio tedesco della seconda guerra mondiale, la cui memoria purtroppo non è ancora degnamente riconosciuta e celebrata dalle massime Autorità nazionali.

Oggi 25 aprile la SANTA MESSA A SUFFRAGIO di tutti i caduti nelle guerre presso la Parrocchiale e poi a seguire l’ALZABANDIERA e l’ONORE AI CADUTI con la deposizione della Corona d’alloro presso il Monumento alle Vittime delle guerre mondiali in questa Piazza del Municipio, mentre oggi pomeriggio l’uscita culturale alla città significativa di Vittorio Veneto.

Infine domani sera la presentazione del libro di Rita Caberlin ‘LA PRIMAVERA DELLE RAGAZZE’ Per ricordare quattro staffette partigiane della castellana e il loro mondo, organizzato dalla Biblioteca Comunale Giuseppe Mesirca in Sala Consigliare.

Il 25 aprile è diventato la festa di tutti? È finalmente davvero finito quell’interminabile dopoguerra? Sembra di no, ancor oggi, dopo 73 anni, l’Italia non riesce guardare al proprio passato con occhi lucidi e liberi.

Noi siamo qui oggi per dire che il 25 aprile deve essere per tutti la festa di chi si ritrova nei valori di libertà, pluralismo e democrazia della nostra Costituzione.

Dobbiamo ricordare quanti sacrificarono la loro esistenza o subirono immani sofferenze per una Italia libera e indipendente; teniamo vivo quello spirito d’orgoglio del popolo italiano che portò, con la lotta al nazifascismo, alla riconquista della libertà e della democrazia nel nostro Paese.

Celebriamo inoltre con riconoscenza le Forze Armate, presidio delle Istituzioni repubblicane, e i militari che anche all’estero, rischiano la vita al servizio della comunità internazionale, per la pace e la convivenza tra le Nazioni.

Dobbiamo impegnarci:
per non lasciare spazio all’indifferenza, alla furbizia, alla logica del privilegio;
per avere a cuore la nostra terra e la nostra gente;
per rifondare e mantenere la cultura della legalità, il senso della responsabilità; perché i principi di libertà, giustizia e uguaglianza siano punti fermi nelle scelte politiche e nella nostra quotidianità.

VIVA LA LIBERTÀ!
VIVA LA DEMOCRAZIA!



DANNI ANTONELLO
ITALIA
…purché l’Italia si salvi.
Silvio Trentin



Di date e luoghi sanguina il calendario
di anniversari e incendi la ferita aperta
di vetri rotti e lutti una generazione intera,
l’offesa più dura a vincersi è perdonare i vinti.
*
Tina portava una lettera ed era una giovinetta,
pensa alle scarpe del dì di festa contando i raggi
della ruota scassata della bicicletta,
per ogni raggio una domenica ancora senza messa
per ogni raggio un marito in meno appeso
al ramo più grosso dritto sopra la fossa.
Il vestito bianco sporco venduto al mercato nero
scalza e vestita d’ossa in chiesa non potrò entrare;
Tina chiede sognare, il sogno si nega,
nel sogno d’un sogno soltanto si può sperare.
*
In viale dei tigli ad ogni tiglio sta appesa una corda,
spessa quanto forte quanto duro è il collo spezzato
dell’uomo che ha impiccato: l’antifascista, il partigiano
che un secondo prima di morire muto come l’orgoglio
dentro di sé ha pensato:
“Non basteranno tutti i tigli del mondo
per impiccare un popolo”.
*
Io sono Primo Visentin, e sono molti,
nome di battaglia Masaccio, e sono molti,
comandante della brigata Martiri del Grappa,
morto il 29 aprile 1945 nella finale insurrezione,
medaglia d’oro per la resistenza, come molti
compagni di lotta ucciso in combattimento,
figlio di contadini conosco la fame,
maestro di ribelli e di bambini la libertà, e so,
che la fame uccide
e la libertà deve insegnare
come uccidere la fame.








 


Facebook Google+ Twitter