Comune di Galliera Veneta

Sono iniziati i lavori per l'allestimento del verde della rotatoria fra Via Degli alberi e Via Europa/S.R.53.

Pubblicata il 25/11/2017


IDEE PROGETTUALI: GALLIERA + VENETA


GALLIERA

La romanità del territorio: suddividere l’area d’intervento ricostruendo la centuriazione romana.
  
Il Comune di Galliera Veneta, la cui superficie è di circa 9 kmq., si estende nell'Alta Padovana all'incrocio con le province di Treviso e Vicenza, sul territorio segnato dalla centuriazione romana. Molti storici convergono ormai sull’origine del nome che deriverebbe da Gens Galeria, famiglia del basso impero romano di origini sabine, considerando che la Gallia Cisalpina in epoca repubblicana ed imperiale era stata ascritta a quella Gens.
La Gallia cisalpina fornirà a Cesare il bacino a cui attingere per la coscrizione delle legioni da utilizzare nella campagna di Gallia: la ricompensa si avrà nel 49 a.C. quando, attraversato il Rubicone, innescata la guerra civile con Pompeo e ottenuto il titolo di dictator, Cesare concesse la cittadinanza romana.
L'unico fatto certo è la romanità del territorio, poiché Galliera Veneta fa parte dell'agro centuriato di Cittadella la cui probabile datazione potrebbe essere al I secolo d.C. ed è attraversata da est ad ovest dalla via Postumia, decumano massimo della centuriazione e importante via consolare, costruita nel 148 a.C. dal console Spurio Postumio Albino per congiungere i capisaldi della Cisalpina Genova e Aquileia.
Diverse strade del paese seguono ancora il tracciato della centuriazione romana ed è ipotizzabile che i primi agglomerati urbani fra i principali quello di Galliera, Crefanesco (ora San Giacomo) e Mottinello siano sorti sugli incroci delle strade. Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente nel 476 d.C. iniziano le discese dei barbari che esercitano il loro dominio sul territorio, da questo momento e fino all'epoca dei Comuni, di Galliera non si hanno più notizie rilevanti.
La centuriazione del territorio di Padova è l'organizzazione agraria, attuata nel corso del I secolo a.C., del territorio del Patavium, l'odierna Padova. Il terreno veniva diviso in centurie, quadrati di circa 710 metri di lato formato da 200 jugeri, da ripartire in poderi destinati ai coloni, perlopiù ex legionari in congedo. Lo jugero equivaleva all'area di terreno che era possibile arare in una giornata di lavoro con una coppia di buoi aggiogati (di qui l'etimologia da "iugum", cioè "giogo"). Lo jugero corrispondeva così a circa un quarto di ettaro, più precisamente a 2.519,9 m².
Viste l'ampiezza e varietà morfologica del territorio, furono necessarie almeno tre diverse centuriazioni con la prima, scoperta solo di recente, individuata nella Saccisica (sud di Padova) e la seconda è quella che oggi viene detta Graticolato Romano (Borgoricco). La terza fu tracciata a nord (Cittadella, Bassano del Grappa) e aveva per cardine massimo la direttrice Padova-Bassano e per decumano massimo la via consolare Postumia dalle quale prende direzione l’intervento progettuale dell’area.




VENETA

La tutela della biodiversità autoctona.
 

 
L’area sarà piantumata con essenze di Camomilla dei tintori, Dianthus delle varietà carthusianorum, sylvetris e monspessolanus, Anemone montana e Stipa calamagrostide in collaborazione con Veneto Agricoltura che adotta modalità di coltivazione nel rispetto del patrimonio genetico delle specie autoctone. L’attività vivaistica all’interno della Regione Veneto svolge una funzione di garanzia nei confronti della biodiversità forestale, adottando al contempo scelte strategiche e tecniche rivolte all’innovazione ed attente alle esigenze espresse da coloro che utilizzano tali piantine. La fedeltà alla funzione istituzionale e l’attenzione alla qualità del lavoro svolto vengono confermate e formalizzate con la certificazione di qualità del sistema produttivo secondo la norma UNI EN ISO 9001/2000.
 


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