dalla natia Galliera Veneta, attraversò l’Europa per portare
la sua arte di ritrattista in numerose capitali: Venezia, Roma, Londra; ancora Venezia e Londra, quindi Lisbona, Londra di nuovo, Parigi, infine Roma.
La vicenda umana di questo pittore lo ha portato a toccare e conoscere quelle che con termine ormai desueto si chiamavano le nazioni, in un tempo in cui
questa parola indicava un carattere etico ed estetico che la storia aveva legato a una porzione di terra.
Tale conoscenza, che per gli stranieri avveniva con il grand tour, culminante nella visita della penisola italiana, per il nostro pittore si svolge in opposta direzione: con il suo patrimonio di formazione italiana si sposta per l’Europa acquisendo i tratti significativi delle nazioni, come arricchimento personale e professionale e come sagace avvicinamento alla committenza.
Frequenta giovanissimo l’Accademia di Venezia sotto la guida del pittore Lodovico Gallina, artista ligio al dettato classicista, ma ben presto se ne distacca per una naturale propensione al colore, affascinato com’è dal cromatismo di Tiziano.
La maggior parte della sua produzione si trova all’estero, in particolare a Lisbona dove soggiornò sette anni, e questo, unito al poco favore con cui la critica fino a pochi decenni fa considerava la pittura neoclassica, spiega perché uno tra i protagonisti europei della pittura neoclassica, sia così poco conosciuto sia in Italia che nel suo paese natale.
In Italia il suo lascito è custodito dall’Accademia Nazionale di San Luca a Roma e opere sue sono presso le Gallerie dell’Accademia di Venezia e in collezioni private.
Il Comitato Regionale, appositamente istituito nel 2009, anno in cui si ricordava il 250° della nascita, si è prodigato per una serie di iniziative che mirano a far conoscere la sua produzione.
Si è svolto, infatti, un ciclo di conferenze dedicate all’artista e al suo tempo:
“Domenico Pellegrini” con relatore il prof. Giuseppe Pavanello;
“La ritrattistica neoclassica” relatrice la prof.ssa Anna Ottani Cavina; “Domenico Pellegrini e l’Europa".
Il contesto storico” con relatore il prof. Pietro Del Negro;
e ancora “Domenico Pellegrini e il periodo romano” relatrice la dott.ssa Angela Cipriani;
infine “Domenico Pellegrini e il periodo inglese”
a cura del dott. Matteo Gardonio.
Le celebrazioni sono proseguite nel 2010 con altre iniziative volte al recupero della
Pala del duomo di Castelfranco Veneto, alla valorizzazione e alla conoscenza della sua opera attraverso i lavori preparatori per la pubblicazione della prima monografia dedicata all’artista che vedrà la stampa quest’anno dopo un accurato lavoro di ricerca.
L’iniziativa di presentare a Galliera, presso la
Sala Grande Nobili Cappello in vVlla Imperiale, la pala di Castelfranco, trova la sua principale ragione nel dar conto del recentissimo restauro eseguito dal
laboratorio “Per l’Arte”, in modo da offrire a studiosi e pubblico un importante nuovo documento di conoscenza della pittura veneta della fine del Settecento.
Assieme a tale opera un altro prezioso lavoro,
il Ritratto del procuratore Alvise Pisani, proveniente da una collezione privata veneziana, completa l’omaggio al nostro pittore.
La presentazione è arricchita da apparati didattici sul pittore e sul restauro.
Devo con enorme gratitudine e sincera amicizia ringraziare, per l’impegno profuso, il prof.
Giuseppe Pavanello, la Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso, in particolar modo la dott.ssa
Gabriella Delfini, l’arch.
Fabrizio Cattaruzza quale responsabile dell’allestimento della mostra e infine la dott.ssa
Maria Teresa De Gregorio, della Regione del Veneto, quale Dirigente dell’Unità di Progetto Attività Culturali e Spettacolo, e la sua collaboratrice, dott.ssa
Claudia Lucchetta.
Storia e architettura sono presenti a Galliera con esempi mirabili come la parrocchiale dell’architetto veneziano Giorgio Massari, la chiesa medievale di San Giacomo e la villa Imperiale Cappello con l’incantevole parco storico, che sarà l’indimenticabile scenario della mostra: un momento nel quale la cultura e l’arte si dimostrano risorsa incredibile in un territorio ricco di testimonianze.
Buona visita!
Stefano Bonaldo