©2010 Comune di Galliera Veneta (PD) - Tutti i diritti riservati

 
passa al contenuto della pagina
sei in:  Il Comune  -  Cultura  -  News Cultura  -  Gita del 25 aprile - Festa della Liberazione
27 marzo 2010
Per celebrare la Festa della Liberazione

Domenica 25 Aprile 2010

l’Amministrazione Comunale organizza una gita al

Museo di Longarone VAJONT Attimi di storia
e al
Museo degli Zattieri del Piave.


Quota di partecipazione €. 25,00
comprensiva di ingressi ai musei e del pranzo.

Iscrizioni entro SABATO 17 APRILE presso Ufficio Protocollo
 
LA DIGA DEL VAJONT
 


Vajont
è il nome del torrente che scorre nella valle di Erto e Casso per confluire nel Piave, davanti a Longarone e a Castellavazzo, in provincia di Belluno (Italia).

La storia di queste comunità venne sconvolta dalla costruzione della diga del Vajont, che determinò la frana del monte Toc nel lago artificiale. La sera del 9 ottobre 1963 si elevò un immane ondata, che seminò ovunque morte e desolazione.


La stima più attendibile è, a tutt'oggi, di 1910 vittime.

Sono stati commessi tre fondamentali errori umani che hanno portato alla strage: l'aver costruito la diga in una valle non idonea sotto il profilo geologico; l'aver innalzato la quota del lago artificiale oltre i margini di sicurezza; il non aver dato l'allarme la sera del 9 ottobre per attivare l'evacuazione in massa delle popolazioni residenti nelle zone a rischio di inondazione.


Fu aperta un'inchiesta giudiziaria. Il processo venne celebrato nelle sue tre fasi dal 25 novembre 1968 al 25 marzo 1971 e si concluse con il riconoscimento di responsabilità penale per la previdibilità di inondazione e di frana e per gli omicidi colposi plurimi.

Ora Longarone ed i paesi colpiti sono stati ricostruiti.

La zona in cui si è verificato l'evento catastrofico continua a parlare alla coscienza di quanti la visitano attraverso la lezione, quanto mai attuale, che da esso si può apprendere.
 
MUSEO DEGLI ZATTIERI DEL PIAVE


Il Museo intende illustrare tutti gli aspetti riguardanti il trasferimento di grandi quantità di legname, fatto fluitare, prima liberamente e poi legato in zattere, dalle vallate della provincia di Belluno verso la pianura veneta e soprattutto verso Venezia, lungo quella che era allora la via maestra per il trasporto, il fiume Piave. Le vicende umane testimoniate riguardano un periodo che va dall'età romana all'avvento della società industriale, che ha spazzato via in poco tempo modi di vivere che erano durati per secoli senza sostanziali cambiamenti. Artefici di questo gigantesco trasferimento erano allora i cosiddetti "menadàs" e gli zattieri. Il museo è dislocato su tre piani: al piano seminterrato si possono visitare tre sale a tema sulla zattera nella preistoria, la zattera nella letteratura antica e la zattera nel medioevo; al pieno terra altre tre sale testimoniano la Coltivazione e taglio del bosco, i Sistemi di esbosco del legname e i sistemi di trasferimento al fiume (slitte, carri, risine, palorci, teleferiche); tra il piano terra e il primo piano si documenta la "Fluitazione" del legname e le opere utilizzate per controllarla fino alle grandi segherie (stue, cidoli, roste); infine al primo piano sono raccolte le testimonianze sui grandi impianti di segheria alla veneziana sul Piave, da Perarolo di Cadore a Longarone, e sul Cordevole e sulle zattere del Piave, sui materiali trasportati e loro provenienza, l'utilizzazione del legname e dei materiali trasportati con le zattere e infine sulla tradizione dello zatteraggio negli altri fiumi europei.