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Informazioni sul PARCO STORICO della Villa Cappello detta Villa Imperiale

Vanto del paese insieme alla grandiosa costruzione della Villa Cappello ormai conosciuta come Villa Imperiale perché dimora estiva dal 1858 dell’Imperatrice Maria Anna di Savoia moglie di Ferdinando I d’Asburgo è

IL PARCO STORICO


che si sviluppa su una superficie di circa 8 ettari e rappresenta uno dei rari esempi di giardino, giunti fino a noi, concepito secondo criteri scenografici capaci di provocare illusioni panoramiche di effetto particolare.


ORARIO DI APERTURA

MERCOLEDÌ -SABATO -DOMENICA
con orario continuato dalle ore 8,00 alle ore 20,00
nel periodo estivo dal 30 aprile al 30 settembre
e nel periodo invernale dal 30 settembre al 30 aprile
dalle ore 8,00 alle ore 16,30

In Via Roma, n. 184 Galliera Veneta (Pd)

INGRESSO GRATUITO


Possibilità di visite guidate
OGNI PRIMA DOMENICA DEL MESE

- periodo estivo dal 30 aprile al 30 settembre
ore 8,00 - 20,00
- periodo invernale dal 30 settembre 30 Aprile
ore 8,00 - 16,30

per prenotazioni chiamare

Associazione Villa Imperiale al n. 340 8629297
oppure Biblioteca Comunale al n. 049 9471066

 

 
Villa e parco rappresentano nella loro unità complementare ed inscindibile un punto di riferimento storico e paesaggistico della cultura veneta.

La villa fu realizzata nei primi decenni del 1500 dai patrizi veneziani Cappello, nel 1821 passò ai Comello e quindi nel 1838 a Sua Altezza Imperiale Maria Anna Carolina di Savoia.

Durante la prima guerra mondiale fu sede di uno dei più grandi ospedali della croce rossa e quindi del comando della IV Armata agli ordini del Gen. Gaetano Giardino che qui prese decisioni fondamentali per l’esito della guerra.

Se si potesse fare un film della storia del parco, si rivedrebbe all’inizio una pianura incolta per la mancanza di irrigazione. Intorno al 1600 furono incanalate verso il paese con la roggia Cappella, le acque del Brenta, ed ecco apparire il primo giardino rettangolare con due canaloni ai lati ed una isoletta rotonda al centro è circondata da un laghetto alimentato dal canalone est.

Il parco fu successivamente ampliato progettato e realizzato per conto della famiglia Comello nel 1821, dall’Architetto Francesco Bagnara, il quale fu scenografo ufficiale del Teatro La Fenice, e di altri numerosi teatri veneti e progettista di parchi di altre città europee. La sintesi di questi due aspetti del carattere del Bagnara, paesaggista e scenografo, raggiunse nella creazione del parco della villa una delle poche vette di perfezione giunte fino a noi.

Il periodo più buio del parco fu quando, subì l’amministrazione dell’INPS. Risalgono infatti a questi tempi l’occlusione di parte del laghetto in cui si rispecchiava il prospetto posteriore della villa, per evitare il diffondersi delle zanzare, l’abbandono della porzione sud del parco con risultati deleteri.

Vi fu poi un impianto di cedri sulla sede del laghetto prosciugato, la ricostruzione in cemento armato a pelo d’acqua dei vecchi ponticelli in legno ad arco e la costruzione del gioco del minigolf in prossimità di uno dei punti panoramicamente più validi del parco.

Malgrado parecchie traversie fra cui la tromba d’aria del 1977 talmente devastante da buttare a terra centinaia di metri di mura e da sradicare tronchi secolari, il parco conserva numerose piante di notevole interesse botanico alcune delle quali di secolare età.
 
Purtroppo la bassa qualità delle acque che entravano nel sistema idraulico del parco, aggravate al suo interno dallo sfioro del non sempre efficiente impianto di depurazione del complesso ospedaliero ospitato per numerosi anni nella villa, e la trasformazione d’uso dell’insieme prativo che cingeva il parco, hanno nel tempo portato ad una degradazione dello stato delle acque.
Un intervento di bonifica per un ripristino e gestione di salvaguardia di questo patrimonio storico, artistico ed ambientale di altissimo livello hanno oggi riportato il Parco Storico al suo antico spelndore.
Sono stati ultimati i lavori di recupero del Parco realizzati in collaborazione con il Consorzio di Bonifica Pedemontano Brenta.
I lavori hanno permesso di riqualificare i bacini dei laghetti secondo il disegno ottocentesco dell'Arch. Bagnara, ricostruendo nel contempo i ponticelli in legno con eliminazione delle passerelle in cemento armato realizzate negli anni del dopoguerra.
Il ripristino dei bacini ha comportato anche la pulizia del fondo dei laghetti e dei canali con l’escavazione di gran parte dei limi depositatisi nel corso del tempo.
Per permettere questi lavori è stato necessario liberare l’area del parco di un gran numero di alberature, in parte perché avulse dal contesto originario, in parte in quanto morte o pericolanti.
I lavori sono stati eseguiti con contributo diretto dell’Istituto Regionale per le Ville Venete.
 
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