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3 aprile 2011

DISCORSO DEL SINDACO
dedicato al 150° Anniversario dell'Unità d'Italia
Domenica 3 Aprile  2011
CONCERTO "GENERAZIONE 150"
 

Miei cari concittadini benvenuti,
do al Vice Sindaco di Rossano Paola Giaccheri,
a tutti gli Assessori e Consiglieri Comunali presenti del Comune di Galliera,
al Segretario Comunale Stella Bagliolid,
al Sindaco del Consiglio Comunale dei Ragazzi Francesco Moretti,
al Comandante della nostra Polizia Locale Nicola Mosele,
al Coordinatore Comunale Valter Pivato e ai rappresentanti della Protezione Civile,
a tutti i rappresentanti delle Sezioni dell’Associazione Nazionale Alpini di Cittadella, San Martino di Lupari, Rossano Veneto, Resana e Isola Vicentina,
e a i rappresentanti dell’Associazione Nazionale Bersaglieri Sezione di San Martino di Lupari,
al reduce Alberto Pivato che oggi porta per noi la bandiera dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci,
al prof. Giovanni Tonellotto rappresentante dell’Istituto Scolastico,
alle Associazioni di volontariato presenti stasera
e saluto per raccoglierle in un unico benvenuto il Presidente della Pro Loco di Galliera Antonio Scapin,





In circa due anni, dalla primavera del 1859 alla primavera del 1861, nacque, da un'Italia divisa in sette Stati, il nuovo regno: un percorso che si conclude con la proclamazione di Vittorio Emanuele II re d'Italia e non degli italiani, macchia che avrà il suo giusto epilogo con l’esilio dell’ultimo re.

Questa ricorrenza, che sembra si voglia in qualche modo festeggiare ma nessuno sa bene come, nell’imbarazzo generale, sta invece, nei pochi che cercano di dire qualcosa, ponendo quesiti assai attuali. Tradurre il senso di quel processo storico-politico che ha portato all’unità, cioè il Risorgimento e di quel che è accaduto dopo nei successivi 150 anni: tutto questo sta inaspettatamente facendo capire “cosa siamo” come Italia, e “dove stiamo andando”.
Si scopre così che ci sono stati due Risorgimenti: uno che ha vinto, che voleva la semplice annessione dei vari territori regionali allo Stato sabaudo; l’altro, soccombente, più idealista e meditato, che voleva preservare le differenze creando uno stato federativo.

L’Unità italiana sembra incentrata su un “modello Centro-Nord” di sviluppo e benessere concretizzatosi a partire dagli ultimi 50 anni, e al Sud da un meridionalismo assistenziale, due realtà ora però più che mai in crisi. Un Nord che ha perduto il suo progetto industriale e manifatturiero, modello cancellato dalla globalizzazione mondiale; e un Sud ancor di più sottosviluppato, parassita e incapace di dare elementi di qualità alla propria popolazione, comunque sempre terra di emigrazione ora in particolare intellettuale, di giovani che vanno verso il settentrione lasciando sguarnite di capacità intellettuali la propria terra.

L’occasione di parlare dei 150 anni di unità d’Italia si sta trasformando a poco a poco in un’occasione di parlare di “Nord-Sud”, dell’incapacità di mantenere per il nostro Paese uno sviluppo autorevole nel grande processo di globalizzazione che è in corso; della possibilità di un declino, peraltro già in corso. Una politica nuova e forte del Sud che diventi sempre più mediterranea, oltre che europea sta diventando la priorità vera anche del Nord, per evitare la decadenza complessiva del Pease Italia. E dall’altra le grandi riforme istituzionali che nessuno vuol attuare, difendendo le proprie rendite di posizione.

Il tutto in un’azienda Italia in cui il debito pubblico è pari al 120 per cento del fatturato (Pil). Il vero guaio e ostacolo principale alle riforme non sta nell’opinione pubblica, ma negli interessi del ceto politico che tali riforme dovrebbe mettere in atto. E che è invece troppo impegnato ad autoconservarsi per tenere conto delle aspirazioni dei cittadini: utili solo per trascinarli ogni tanto alle urne, senza possibilità di scelta, e solo per ratificare ciò che hanno deciso nei loro ben remunerati uffici.

C’e una nazione intera da festeggiare quest’anno ma è difficile pensare che gli anni non siano passati e che sul viso della nostra Italia non vi siano rughe lasciate dal tempo.
Credere ancora che la bandiera sia una sola, come lo è stata nei cuori di quanti per lei hanno pianto sul monte sacro del Grappa, sul Piave o sul Don, sull’Isonzo, nel mare di Anzio o nel deserto.
Non era di certo per dividerne i colori che hanno dato la loro vita insieme veneti e siciliani, abruzzesi e toscani.
O per dargli istituzioni in cui ci si irride o insulta, che uomini di legge e cittadini qualunque hanno servito fino alla morte.
Né era per costruire una società in cui i talenti fuggono e la nullità prevale, che gli emigrati del nord e del sud hanno riempito di speranza e di nostalgia le loro valigie di cartone ed hanno solcato gli oceani per dimostrare che siamo un popolo.
Un popolo capace di ricostruire il futuro dalle macerie e stupire il mondo intero con la sua genialità che conosce la dignità del lavoro.

Le 150 candeline che spegniamo quest’anno ricordino a tutti noi che la LIBERTÀ è un dono che viene dal passato ma vive di FUTURO.
GENERAZIONE 150, il titolo di questo Concerto, vuole appunto porre questo particolare accento: finché continueremo a ragionare su un passato e una storia dopo 150 anni ancora non condivisi, noi, la generazione appunto che vive questo anniversario, si arrende e così un terribile male si insinua nelle nostre menti, e cioè la paura.
La paura che mai nulla possa cambiare.
L’orchestra che si esibirà fra poco è composta da giovani e bravi musicisti e questo vuole essere un preciso segnale che solo le nuove generazioni sorrette dallo studio, dalla culltura del proprio popolo, dalla ricerca scientifica, dal sentimento religioso avranno il coraggio di lottare per la VERITÀ e l’ITALIA.

Che questo anniversario sia davvero di tutti noi.
Buona serata.
Prima dell’ultimo brano e della chiusura della serata:
Vorrei ringraziare per l’aiuto dato la Pro Loco di Galliera che stasera gentilmente offro un rinfresco a tutti noi presso la loro Sede qui vicino,
voglio ringraziare per l’aiuto prezioso dato al sig. Carlo Rigo che ci ha assistito per la parte strumentale dei microfoni e luci,
la dipendente comunale sig.ra Renata Manfio preziosa collaboratrice e inarrestabile organizzatrice,
colgo anche l’occasione per salutare i dipendenti comunali qui stasera e per tutti i vari Responsabili di Area Daniele Briotto, Paolo Briotto, Nevio Bigolin e Giovanbattista Bonaldo,

ringrazio inoltre presenze significative per me quali quelle dei Consiglieri di opposizione Giovanni Batocchio, Rosalba Culella e Livio Scapin,
e dei Reverendi: il Parroco e il Vicario di Galliera, il Parroco di Mottinello Nuovo e il Rettore della Comunità dei Camilliani di Mottinello.

Infine un doveroso omaggio floreale al soprano Anna Malvasio e alla conduttrice della serata Vanda Marchetti.

Grazie a tutti della splendida serata!

Stefano Bonaldo