NOI PATRONATO DON BOSCO



Presidente Reverendo Parroco Don Renato de Lazzari
  
Sede ”Via Marconi  n. 3  -  35015  GALLIERA VENETA (PD)  - Tel.: 049 5968651

"L'Oratorio è casa che accoglie, parrocchia che evangelizza, scuola che avvia alla vita, cortile per incontrarsi e vivere in allegria".
 

Casa che accoglie:

luogo in cui ciascuno è considerato come persona, come valore. Questo atteggiamento si fonda sulla condivisione che in ogni giovane Dio è presente, che la sua storia, il suo vissuto è "terra di Dio". 
Per accogliere occorre essere presenti, di una presenza significativa ed educatrice, che crea un "clima", fatto di rispetto delle cose e delle persone, di cordialità di rapporti, di progressivo coinvolgimento. 
Se non c'è un ambiente educativo, l'accoglienza è solo a parole! - luogo di amicizia e l'amicizia nasce là dove c'è possibilità di dialogare, di essere ascoltati e compresi. 
Occorre essere per i giovani: mano tesa che con semplicità sa andare in contro e farsi vicina a che più ne ha bisogno, mano adulta che sa intervenire per indicare un cammino (guida), per incoraggiare e, la dove occorra, per correggere. - luogo dove si "cresce" perché ci sono proposte: non c'è educazione là dove mancano proposte di vario tipo (teatro, musica, sport, catechesi, servizio, volontariato...) che aiutino i giovani a portare a maturazione le capacità che si portano dentro. L'assenza di proposte è la morte dello spirito di don Bosco. - luogo di gioia: la gioia era per don Bosco l'undicesimo comandamento. 
Una gioia che nasce dal rapporto di fiducia e di collaborazione tra i giovani e i loro educatori e si fonda sulla presenza del Signore nella vita di tutti i giorni e sulla materna assistenza di Maria. 
Il "sapersi amati" porta alla "comunione dei cuori". 

Parrocchia che evangelizza: 

- un ambiente che si qualifica per i valori cristiani che vive (testimonianza) e che propone (annuncio) a tutti i giovani, prima che per le cose che fa'. - un ambiente che propone cammini di educazione e di catechesi adeguati, ben differenziati, con una certa continuità. - un ambiente che aiuta i giovani a scoprire la propria vocazione in una serena e sincera ricerca del progetto di Dio, ricerca permeata di ascolto della parola di Dio e di preghiera. - un ambiente che lavora per creare una vera comunità, riunita attorno all'unico Signore che perdona (riconciliazione), che si offre (eucarestia), che chiama al suo servizio e alla testimonianza in tutti gli ambienti. - un ambiente che con coraggio va in cerca dei lontani e sa correre dei rischi e porre segni eloquenti. - un ambiente che presenta un "Dio simpatico", vicino ad ogni persona, interessato alla vita di ognuno, innamorato del vostro essere giovani; il Dio della vita quotidiana da scoprire nel fragore della vita di tutti i giorni, tra le pieghe dei fatti che succedono. 

Scuola che avvia alla vita: 

Anzitutto scuola, cioè ambiente in cui: - circolano valori condivisi e rispettati; - c'è uno sforzo pedagogico per fare interiorizzare questi valori; - si crede al dialogo, al confronto, al maturare progressivo del senso critico dentro la cultura di oggi; - non si ha paura di richiesta di maggior partecipazione nella corresponsabilità. 

Che avvia alla vita, una scuola cioè che: 

- aiuta il giovane a trovare una strutturazione armonica della sua personalità, rendendolo cosciente delle sue capacità; - offre la possibilità di elaborare un progetto personale nel quale prendono forma i valori acquisiti e in base ai quali si sanno fare scelte di vita; - è attenta al mondo del lavoro e, sull'esempio di don Bosco, sa coraggiosamente affrontare i problemi che in esso vi scorge; - punta alla formazione globale della persona. Tutto questo nella consapevolezza che non c'è scuola senza maestri, cioè non c'è servizio educativo senza testimonianza e presenza di modelli. 

Cortile per incontrarsi e vivere in allegria: 

- non si può pensare a don Bosco senza abbinarlo all'immagine di un cortile, dove i giovani hanno "ampia libertà di saltare, correre, schiamazzare a piacimento" ; - nel cortile si vive lo "spirito di famiglia", distintivo dello spirito di don Bosco. "la familiarità porta affetto e l'affetto porta confidenza" ; - il cortile è il luogo primario di educazione: si conoscono i ragazzi, si stringono nuove amicizie... - il cortile è aperto al territorio in cui si trova, proprio perché è punto d'incontro di tanti giovani, è attento ai loro problemi.

 
San Giovanni Bosco Sacerdote 

Grande apostolo dei giovani, fu loro padre e guida alla salvezza con il metodo della persuasione, della religiosità autentica, dell’amore teso sempre a prevenire anziché a reprimere. Sul modello di san Francesco di Sales il suo metodo educativo e apostolico si ispira ad un umanesimo cristiano che attinge motivazioni ed energie alle fonti della sapienza evangelica. Fondò i Salesiani, la Pia Unione dei cooperatori salesiani e, insieme a santa Maria Mazzarello, le Figlie di Maria Ausiliatrice. Tra i più bei frutti della sua pedagogia, san Domenico Savio, quindicenne, che aveva capito la sua lezione: “Noi, qui, alla scuola di Don Bosco, facciamo consistere la santità nello stare molto allegri e nell’adempimento perfetto dei nostri doveri”. Giovanni Bosco fu proclamato Santo alla chiusura dell’anno della Redenzione, il giorno di Pasqua del 1934. Il 31 gennaio 1988 Giovanni Paolo II lo dichiarò Padre e Maestro della gioventù, “stabilendo che con tale titolo egli sia onorato e invocato, specialmente da quanti si riconoscono suoi figli spirituali”.
torna all'inizio del contenuto