
L' Assessorato alla Cultura in collaborazione con l'Associazione Una Proposta Diversa organizzano nell'ambito delle iniziative per i 40 anni dalla morte di
DON LORENZO MILANI
un viaggio a
BARBIANA (Firenze)
Sabato 12 luglio 2008
L’ AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI GALLIERA VENETA
OFFRE IL VIAGGIO GRATUITO AI PROPRI CONCITTADINI
CHE DESIDERANO PARTECIPARE
AL COMUNE DI GALLIERA VENGONO RISERVATI 20 POSTI
PROGRAMMA
· Ore 6,15 - Partenza da Galliera Veneta (Vicino al Municipio).
· Ore 6,30 - Partenza da Cittadella (Piazzale dietro la Scuola Media Pierobon).
· Ore 10,00 - A Vicchio del Mugello (FI), inizia il percorso a piedi ( 4 km) dell’ultimo tratto di strada per raggiungere Barbiana (per chi vuole servirsi del bus navetta, quota aggiuntiva di €. 5).
· Ore 11,30 - Arrivo a Barbiana, momento ricreativo con pranzo al sacco.
· Ore 12,30 - Visita della Chiesa della Scuola annessa alla canonica con la relativa Mostra e “Percorso didattico”, del piccolo Cimitero dove è sepolto Don Milani (la visita sarà guidata da Carlo Carotti, allievo del Priore di Barbiana).
· Ore 15,00 - Inizio del percorso di ritorno a piedi.
· Ore 16,30 - Salita in Pullman e visita della Casa di Giotto, situata a qualche chilometro di distanza sempre in comune di Vicchio del Mugello.
· Ore 17,30 - Partenza per il ritorno.
· Ore 22,00 - Arrivo a Cittadella e a Galliera Veneta.
Per informazioni rivolgersi a: Prof. Giovanni Tonelotto - Associazione Una Proposta Diversa - Tel. 338 4981981 - Ufficio Protocollo - Comune di Galliera Veneta - Tel. 049 5969153
DON LORENZO MILANI
Sacerdote ed educatore, è stato il fondatore e l'animatore della famosa scuola di Sant'Andrea di Barbiana, il primo tentativo di scuola a tempo pieno espressamente rivolto alle classi popolari.
A lungo frainteso e ostacolato dalle autorità scolastiche e anche da una parte di quelle religiose, don Milani è stato una delle personalità più significative del dibattito culturale del dopoguerra e la sua vita rappresenta ancora oggi una grande testimonianza di fedeltà nelle sua scelta di essere dalla parte degli ultimi.
Nacque in epoca fascista il 27 maggio del 1923. Nonno Luigi era un notissimo archeologo, la madre era una raffinata signora ebrea, il padre un professore universitario. I coniugi Milani, sposati solo civilmente, celebreranno il matrimonio in chiesa e battezzeranno i tre figli. In questo modo si difenderanno dalle leggi razziali e dalla persecuzione contro gli ebrei che era iniziata in Germania, con la presa del potere da parte di Hitler.
Lorenzo era un ragazzo dalla bella figura slanciata, simpatico, cortese. Aveva l'aria tipica del giovane di famiglia benestante quando un giorno a Firenze, mentre faceva merenda in un vicolo, fu fortemente scosso dalla frase di una donna: "Non si mangia il pane bianco nelle strade dei poveri!". Lorenzo Milani, un ragazzo ebreo che mangiava il pane bianco dei ricchi, aveva presto capito quanto fosse fortunato, e sentiva il peso della guerra, della fame e della violenza delle discriminazioni razziali.
Nel settembre del '42 s'iscrive all'Accademia di Belle Arti a Brera. Ma la pittura, arte solitaria, era insufficiente al suo bisogno di comunicare. Quando si ritrovò in mano un libro sulla liturgia cattolica se ne entusiasmò, ma tutti pensarono che fosse un entusiasmo passeggero. Invece era accaduto, o stava per accadere in lui qualcosa di assolutamente diverso. Di lì a pochi mesi entrò in seminario. La famiglia non approvò la scelta di vita religiosa del figlio. Alla cerimonia della tonsura, l'atto d'ingresso alla vita ecclesiastica, nessuno dei parenti era presente.
Nel dicembre del 1954 Don Milani viene nominato priore della chiesa di S. Andrea a Barbiana, una piccolissima parrocchia sul monte Giovi, nel territorio del comune di Vicchio del Mugello. La chiesa del '300 e la canonica, situate a 475 metri di altitudine sopra il vasto paesaggio della valle della Sieve. Era una località irraggiungibile da automezzi perché non vi era ancora la strada ed era abitata solo da cento contadini .
Per la curia fiorentina, isolare don Lorenzo Milani era la giusta punizione da dare a un sacerdote che non amava le processioni, le feste, che privilegiava i più poveri e più umili e che aveva creato una scuola dove erano ammessi gli operai comunisti. Un uomo che vede nel consumismo, e nelle sue attrattive alienanti, la causa dell'allontanamento del povero dalla Chiesa e dai valori cristiani.
Il giorno dopo il suo arrivo, aveva raggruppato i ragazzi delle famiglie attorno a sè e in una scuola. Li liberò subito dalla passività e li rese responsabili. In questa scelta si fonderanno la pedagogia e la pastorale, il prete e la scuola. Una scuola che non conosce vacanze e che rifiuta le metodologie e le tecniche d'insegnamento nozionistico.
Una grande rivoluzione culturale, didattica e pedagogica che rifiuta l'indifferenza, la passività negativa e motiva fortemente l'allievo.
L'esperienza di Barbiana, non è ripetibile, infatti più che una scuola, lui aveva creato una comunità,una famiglia.
Nel dicembre del '60 si manifestano i sintomi del linfogranuloma e della leucemia. Muore il 24 giugno 1967 all'età di 44 anni.