23 maggio ore 20,45 presso Palazzetto dello Sport
Fulvio Ervas presenta: “Succulente”

“Succulente” di Fulvio e Luisa Ervas
Trama
A Lisbona, in una serra umida e verdissima, una donna scivola sul muschio viscido di un gradino, batte la testa e muore. L'indomani il direttore della serra viene trovato a pancia in giù nel laghetto delle tartarughe.
Britto Mendes, medico delle piante, si aggira inquieto per le calli, oppresso dal mistero di queste morti improvvise, sognando Amalia, capace di scacciare i tarli della mente. Amalia è fuggita da lui, fuggita da Lisbona. Trova lavoro in riva all'oceano, nella Laguna di Aveiro, e incontra Estrela, in fuga come lei.
Insieme, disegnano sulla sabbia, aspettano che l'acqua dissolva ogni cosa, anche le loro ansie, aprendole alle meraviglie di un futuro possibile.
A Fatima, intanto, serpentoni di pellegrini chiedono grazia alla Senhora. Humberto, fedele factotum di padre Viseu, rimpiazza candele e rincuora malati. Si presta a intercedere presso la Senhora per ottenere grazie di ogni tipo, finché una donna gli chiederà l'impossibile: far morire un uomo, Manuelito, per liberarlo da una malattia senza speranza. Manuelito è a Lisbona, nella penombra di una stanza. Humberto decide di incontrarlo.
Per vie misteriose, nel suo inquieto girovagare, anche Britto Mendes giunge al suo capezzale.
Come una pianta, come l'oceano, Manuelito, essere umano reietto, malato dalla nascita, aiuta tutti a guardare più in là.
Ai confini dell'Occidente europeo, dove l'oceano smonta la terra frammento dopo frammento, quattro persone cercano risposte alle loro perdite e trovano un nuovo modo di esistere.
"Succulente" è un romanzo circolare, una spirale delicata tra le calli di Lisbona e le spiagge del Portogallo, che avvolge a ritmo di fado e sorprende con un finale inaspettato.
"Un vuoto. Prima un battito strano, vibrato, e poi quel vuoto. La cosciente, lenta attesa di un battito normale. Britto Mendes appoggiò le mani dietro la testa, aspettando il suo cuore."

Gli autori sono veneti, fratello e sorella, al loro terzo romanzo. Il titolo ce lo spiegano solo nell'ultima pagina: "Succulente" è il nome corretto delle piante grasse
Nascono a Musile di Piave, piccolo centro agricolo tra Venezia e Treviso, entrambi a luglio, (entrambi Leone), a due anni di distanza: Fulvio il 23 luglio 1955, Luisa il 26 luglio 1957.
La famiglia materna, Cini: profughi montenegrini sbarcati a Venezia, molto bassi e molto poveri, costretti a spedire i figli a parenti più fortunati, nell’entroterra. Ma quando uno di loro entra in una stanza, è subito in grado di dire qual è l’ultimo oggetto che è stato toccato, e da chi.
La famiglia paterna, Ervas: stirpe magiara, calata da generazioni sulle nostre terre. Come sempre in campagna, da mangiare c’è. Eppure, nei periodi più grigi, Luisa ricorda di essere andata, piccola piccola, per manina con i fratelli, a mendicare cibo nei negozi. Al seguito di una zia dagli occhi gialli, sempre con un libro e una sigaretta in mano, tenuta a distanza in paese perché considerata un po’ strega. Una zia strega che racconta storie all’infinito, per la felicità dei nipotini.
Crescendo, gli studi li dividono: Fulvio si rende conto che Albert Einstein è morto pochi mesi prima della sua nascita, e si iscrive a un liceo con la presunzione di doversi costruire una cultura scientifica. Inspiegabilmente attratto da tutti gli animali diversi dall’uomo, si laurea in Scienze Agrarie, indirizzo zootecnico, con un’inquietante tesi sulla “Salvaguardia della mucca Burlina”. Insegna Scienze Naturali nell’impero della Pubblica Istruzione.
Vive in provincia di Treviso, con la moglie, una figlia e un numero imprecisato di animali domestici.
Per Luisa, secondogenita e femmina, si spalancano ben presto le porte della fabbrica, un maglificio di quello che non si chiamava ancora Nord-Est. Ne esce diciassette anni dopo, per occuparsi della famiglia.
Poi, a quarant’anni, una gravidanza difficile la costringe al riposo: insieme alla seconda figlia, Gaia, nasce La lotteria, letta e riletta insieme ai fratelli. È un romanzo che incanta; lo mandano al Premio Calvino quasi per scommessa.
Ma nella giuria del Calvino c’era Antonio Moresco, che, si sa, è persona dalle idee chiare e decise.
Moresco non ha esitazioni: La lotteria gli era parso il romanzo più bello tra quelli pervenuti al Premio Calvino, e tra i romanzi più belli e originali in circolazione: nuovo, forte, fuori da ogni schema. Isole del Nord, sterminio di balene, una lotteria dei popoli che nasconde un gigantesco imbroglio...
Così, La lotteria si aggiudica il Premio Calvino nel 1999 (ex aequo con Paola Mastrocola) e viene pubblicato da Marcos y Marcos nel maggio 2005.
Piccolo gioiello da scoprire, il romanzo d’esordio di Luisa Ervas Carnielli spicca, tra l’altro, per la sensibilità peculiare verso il tema dell’ambiente: la giuria del Premio della letteratura naturalistica Parco Majella l’ha premiato a fine luglio con il secondo posto.
La “piccola cooperativa di scrittura” dei fratelli Ervas fa un passo avanti. Al riparo da figli, mariti e mogli i fratelli Ervas ordiscono storie. Commesse di Treviso, pubblicato nel settembre 2006 è interamente scritto a quattro mani. Nato da una profonda affinità di pensiero, ha due anime e due voci, che si alternano e si intrecciano in una magica alternanza di visioni.
E le storie non finiscono qui; la fantasia dei fratelli Ervas non ha frontiere.
Da un viaggio sotto il cielo immenso del Portogallo nasce Succulente, delicata storia d’amore ai confini dell’Occidente.
Là dove l’oceano, onda dopo onda, sgretola la terra, tre uomini e tre donne affrontano una perdita e riprendono