L'autore dell'opera è l'artista Roberto Zaniolo di Galliera Veneta
L’opera è stata eseguita all’entrata del Cimitero.
Quest' opera viene realizzata grazie al dono di un mecenate, all'impegno dell' amministrazione e all'ispirazione di un artista. Il donatore, Giannino Zanon, offre l'opera alla comunità di Galliera Veneta per ricordare i suoi cari e quanti lì dimorano, ponendo come unica condizione che i temi trattati siano il perdono e la resurrezione. Sindaco e Amministrazione accolgono con vero entusiasmo la possibilità di affrescare l'ingresso di questo sacro luogo con opere che ne accentuano il senso di spiritualità. Ultimata l' opera molti sono stati gli attestati di stima e gratitudine per chi 1'ha resa possibile e per chi l'ha realizzata; tanti arrivati anche da paesi vicini. Puntuale e precisa la descrizione dell'opera da parte del nostro Parroco, Don Ferruccio, durante la celebrazione svoltasi in cimitero nel giorno di Ognissanti. Vorrei terminare con, le parole di Benedetto XVI quando nel 2002,allora cardinale,disse: "Ammirare le icone e in generale i grandi quadri dell'arte cristiana ci conduce per una via interiore, una via del superamento di se e quindi, in questa purificazione dello sguardo, che è una purificazione del cuore ,ci rivela la bellezza o almeno un raggio di essa ".
BATTESIMO DI GESU'
Nel momento in cui Cristo si annienta (Kenosis) scendendo nelle acque del fiume per ricevere il battesimo, una voce dal cielo lo rivela al mondo come Figlio di Dio. La discesa nel "sepolcro liquido", del Giordano anticipa la discesa agli inferi e il suo significato è identico: attraverso la morte (Kenosis) Cristo salva l’uomo e, nella nudità del suo corpo, si rivela il nuovo Adamo. A sinistra della scena il Battista si china su Cristo che domina le acque e le santifica. A destra gli Angeli sono pronti a ricevere con le mani velate Cristo,l 'uomo nuovo. Con il suo battesimo, infatti, egli ha ripristinato in se l'immagine originaria dell'uomo,la sua bellezza che si era perduta col peccato.
MADRE DI DIO DELLA TENEREZZA
La dolcezza dell’espressione assorta di Maria che si china verso Gesù esprime un affetto profondo velato del pensiero della futura passione. L 'icona va contemplata e non semplicemente letta emotivamente. La mano destra che sorregge il Figlio rappresenta il calice e la sinistra lo indica come via di salvezza. La mano sinistra di Gesù che abbraccia la Madre rappresenta la cura del Cristo per la sua Chiesa, la destra indica l' accoglienza nel cuore. Il clavo sopra la veste di Gesù è un simbolo di regalità perché Egli è un Re e non un bimbo qualsiasi. Cristo è colui che porta e che viene portato: sacerdote e vittima. Colui che entra in comunione con tutti e unisce tutti.
RESURREZIONE
L 'iconografia cristiana d'oriente non rappresenta il momento in cui Cristo esce dal Sepolcro, ma ce lo mostra risorto, con il corpo glorioso,mentre infrange le porte degli inferi e, afferrando Adamo ed Eva per i polsi, li fa uscire dal sepolcro. Dietro di loro i re,i profeti e i giusti, si distinguono a sinistra Davide e Salomone con le corone, a destra Giovanni Battista con cartiglio, Noè con l'arca e Mosè con le tavole. In alto, sopra tutti, la santa Croce attraverso la quale il sacrificio di Cristo ha aperto le porte degli inferi.
IL SAL V ATORE
Il Cristo qui raffigurato riprende l'antica tradizione bizantina guardata,però,con la sensibilità di oggi e con profondo rispetto. L 'icona del Salvatore rivela Cristo come il volto misericordioso del Padre. Gesù infatti dice a Filippo: "Chi vede me vede il Padre". Di fronte a questa icona si comprende bene l'ammonimento dei Santi Padri di contemplare l'icona pregando incessantemente Colui che in essa è rappresentato.' La rappresentazione pittorica usa un linguaggio grafico-simbolico, non tende al realismo della forma,la rappresentazione è piatta e bidimensionale. L 'oro dell'aureola rappresenta la luce increata, al suo interno è disegnata la croce simbolo di salvezza, di passione, di pienezza del mondo. Le scritte nella croce OWN sono il nome con cui Dio si rivela al popolo ebraico "Colui che è". Invece l'iscrizione IC-XC sono le iniziali greche del nome di Gesù. La tunica color porpora indica la natura umana del Cristo mentre il mantello di colore verde (che in questo caso sostituisce quello più tradizionale blu-azzurro) indica la natura divina. Il clavo solcato da raggi dorati (assist) simboleggia l'appartenenza di Gesù al Regno dei Cieli. Il libro aperto simboleggia che il Cristo si è aperto all'umanità e infine la mano benedicente, come i Vescovi bizantini, con le quattro dita incrociate per dire le quattro lettere IC-XC (il nome di Gesù Cristo) e indicare con le due dita unite le due nature umano-Divina e le altre tre l'appartenenza Trinitaria.