Comune di JELENJE (Croazia)
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e-mail: opcina-jelenje@ri.it-com.hr - www.jelenje.hr
conta 4.800 abitanti in 17 paesini dei quali i più grandi sono Jelenje, Podhum e Drazice che sono anche centro amministrativo e commerciale.
Jelenje è situata sul bordo delle regione litoranea e quella montana, nella parte nord- ovest della contea Primorsko Goranska.
Al nord si addentra nel gruppo elle montagne di Obruc mentre lungo il suo lato occidentale scorre il fiume Rijecina.
La storia di Jelenie è collegata conla storia dell’antica città di Grobnik. Secondo un documento storico, non provato, il nome di Grobnik è stato nominato per la prima volta in una lettera che proviene dal 1260. Risulta che nell’antichità Grobnik portava il nome di Jelen da cui probabilmente deriva il nome dell’attuale Comune.
Nonostante la modernizzazione ed urbanizzazione del posto, Jelenje ha conservato molte tradizioni ed eredità culturali e architettoniche.
La società culturale-artistica “Zvir” si prende cura di conservare la musica, i balli ed il folclore locale.
Negli ultimi anni sono stati sistemati i sentieri pe le biciclette e per le passeggiate. Il terreno del Comune di Jelenje, coni suoi promontori ed il fiune Rijecina è la destinazione preferita di tutti gli amenti della natura, degli scalatori, cacciatori e tutti quelli che vogliono rilassarsi.
La vicinanza immediata dall’aerodrmo sportivo, l’auto-moto pista e le piste da sci su Platak sono attrazioni supplementari.
Si ritiene che ai tempi preistorici, la zona di Grobnik sia stata abitata dagli Japodi, un'antica tribù illirica. Alla fine del 15° secolo la zona di Grobnik fu frequentemente sotto gli attacchi dell' impero Ottomano, dopo di che l'intera regione passò sotto il dominio della Monarchia degli Habsburghi. Durante la prima guerra mondiale Jelenje era sotto l'occupazione italiana e poi ha fatto parte del Regno della Jugoslavia. La seconda guerra mondiale ha portato molte sofferenze alla regione. Sotto l'occupazione italiana, durante il 1942 a Podhum e stato fucilato un centinaio di uomini, quasi 900 persone sono state deportate ai campi di concentramento, e 320 case sono state bruciate. Alla memoria delle vittime del 12 luglio 1942 e stato innalzato un grande monumento che domina su tutta la zona. Eccetto nella muraglia del castello di Grobnik, la storia della regione di Jelenje e riposta nelle piccole casette tuttora conservate nel loro antico aspetto.
La zona di Rijeka (Fiume) è ricca di corsi d'acqua, oltre al fiume Rjecina che sbocca nel Mare Adriatico, ci sono molti torrenti di cui alcuni neppure hanno un nome. Il fiume Rjecina sgorga a 323 metri sopra il livello del mare. La lunghezza totale del corso del fiume è di 18,3 kilometri e la larghezza varia da 9 a 16 metri. La temperatura dell'acqua della sorgente è di 8 gradi centigradi, mentre la temperatura annuale media e di 7,3 gradi centigradi. La caratteristica più significativa di questo fiume carsico è una corrente potente che ha scavato un canyon profondo con i lati ripidi e le cascate. Dal 1985 la regione intorno al corso del fiume è sotto la protezione speciale dello Stato. Il sentiero marcato per i passeggiatori e gli ercussionisti che porta alla sorgente è la destinazione più popolare fra gli amanti della natura.
Nella regione la vita è sempre stata travagliata; una volta si viveva della coltivazione della terra e dell'allevamento del bestiame ma esistevano anche molti bravissimi artigiani. Si allevavano bovini e ovini. Ancora oggi vi sono molti macellai che offrono la carne migliore della zona, molti tessitori, sarti panettieri, falegnami, carpentieri, muratori, fabbri, carrettieri e osti.
I villaggi lungo il fiume erano economicamente i più sviluppati e i proprietari dei mulini e delle segherie benestanti. Vi è ancora un mulino funzionante sulla cascata e aperto ai visitatori. Qui il grano è macinato nell' antichissima maniera e vi si può comprare una farina di una qualità impossibile da trovare altrove.
Il folklore e le vecchie abitudini della regione sono conservate grazie agli entusiasti abitanti locali che si sforzano per conservare e promuovere la loro eredità culturale. Le antiche canzoni, i balli locali, i vecchi costumi nuziali, i festeggiamenti e le abitudini tradizionali, come pure gli antichi modi di vestirsi e pettinarsi sono stati conservati. Fra le tradizioni più interessanti: i "Grobnik dondolasi", un gruppo di uomini vestiti di pelle di pecora, con le maschere da spavento ed alcune grandi campane legate intorno alla vita che rivivono l'antica tradizione di scacciare via l'inverno con il rumore delle loro campane. Nella stagione del carnevale si recano a piedi da un paese all'altro.Vi sono poi: lo spettacolo lirico musicale "Le nozze di Grobnik" che rappresenta gli antichi costumi nuziali; gli avvenimenti nel tempo di carnevale e i noti balli in maschera del sabato notte.
Per la zona di caccia provvedono i cacciatori delle società Jelen. A cavallo si può andare al villaggio di Lukezi dove oltre al maneggio e Alla relativa scuola esiste un ranch con una società ippica per scopi terapeutici. Tuttavia gli ospiti che non gradiscono eccessivi sforzi possono semplicemente camminare lungo il fiume sui tantissimi, bellissimi e non impegnativi sentieri da relax. Famoso è inoltre il centro sciistico con parecchie piste e seggiovie, recentemente fornito di cannoni per la nerve artificiale, che offre anche la possibilità di sciare di notte.
Vi sono inoltre molti club sportivi, dal club del gioco delle bocce a quello di pallacanestro o di pallavolo, pesca sportiva, o caccia. Per tutte le informazioni sugli sport c'è l'Associazione turistica lieta di dare tutte le informazioni sugli sport e sulle possibilità di ricreazione nella zona.
La cucina tradizionale è essenzialmente la cucina degli agricoltori: molto sostanziosa e molto saporita allo stesso tempo. La specialità locale è la "palenta kompirica", polenta di semolino di granturco cucinato insieme con le patate, preparate nello stesso modo come si faceva una volta e servita con lo squisito formaggio locale ( Grobnik). Una volta questo era un pasto unico, oggi viene servito come antipasto. La polenta era spesso di contorno alle altre pietanze, alle ministre come per esempio la pasta e fagioli, ai cappucci (crauti) o le rape sott'aceto con fagioli, ma anche con sola pancetta affumicata fritta o le acciughe sotto sale, o persino latte acido. Tuttavia la polenta , per quanto gradita non è l'unica leccornia che potete assaggiare a Jelenje, le foreste di questa zona sono ricche si selvaggina, e alle taverne si può gustare lo squisito ragù alla carne di selvaggina o l'arrosto. Grande contributo alle delizie della tavola lo danno inoltre sicuramente i pesci del fiume come le trote, le carpe e le tiche.