Comune di Galliera Veneta (PD)

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“Gruppo SCOUT Galliera-Tombolo”.

Presidente Signor PRIMO BRUGNARO

Referenti per Galliera Veneta :

Cusinato Fervido 49 5969952 - Andretta Umberto 049 5969938 



“Branco Fiore Rosso”

Servono fantasia e costanza per realizzare un sogno, per far sì che un progetto trovi compimento e si sviluppi nel tempo.

Bastano poche persone che credano nell’importanza di fare qualcosa per il proprio comune o più semplicemente per i propri figli.

Quella che nei primi anni 90 anni fa era un’idea condivisa da una manciata di persone ora si chiama “Gruppo Scout Galliera-Tombolo”.

Erano molti i bambini/e ed i ragazzi/e dei due paesi che si recavano nel comune di Cittadella, più precisamente in località Pozzetto, per partecipare alle attività proposte dal gruppo locale, oggi ancora attivo e numeroso, che vanta alle spalle una solida tradizione scoutistica.

Nel 1996 un gruppo di adulti (Andretta Umberto, Brugnaro Primo, Cusinato Fervido e Pilotto Angiolino) si affiancò ai capi responsabili del gruppo cittadellese per imparare la dura arte del capo scout.

Si tenga in considerazione il fatto che l’AGESCI (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani) non concede con leggerezza l’autorizzazione per l’apertura di un gruppo e furono dunque necessari diversi anni di formazione per il riconoscimento ufficiale del “Galliera-Tombolo” avvenuto nel 2000. (l’attività del gruppo risale invece al 1996)

Non bastavano, tuttavia, dei capi volenterosi e dei ragazzi entusiasti di partecipare alle attività proposte, serviva più che mai una sede situata tra i due paesi e che offrisse ampi spazi per giochi e iniziative all’aria aperta.

Il comune di Galliera Veneta mise a disposizione una delle case cantoniere del parco della villa imperiale; si trattava di una struttura quasi inagibile ed assediata dai rovi che vi crescevano attorno e all’interno.

Capi e genitori impegnarono il proprio tempo libero per ristrutturare la futura sede. Fu necessario disboscare, abbattere e rifare la recinzione, ricostruire il tetto e gettare i pavimenti, predisporre gli allacciamenti di luce e acqua, provvedere agli infissi e a tinteggiare le pareti.

Questa realtà è la sintesi della collaborazione tra paesi vicini, ma che per alcune tradizioni possono risultare di diverse mentalità.

L’impegno e la determinazione non sono, però, prerogativa di pochi, ma di chiunque si applichi nei valori di cooperazione, volta al miglioramento del territorio in cui si vive.

Guardando all’ultimo censimento (anni 2005/2006), risultano iscritti un centinaio di persone tra ragazzi e capi.

Secondo il metodo AGESCI, i bambini e le bambine di età compresa fra gli otto e gli undici/dodici anni (“lupetti/e, in alcuni gruppi anche (coccinelle) svolgono attività comuni per favorire la co-educazione, inseriti in un ambiente fantastico (il libro della giungla).

Data l’età, ogni insegnamento viene presentato sotto forma di gioco ed è indirizzato allo sviluppo del rispetto reciproco e di regole precise.

Per i ragazzi/e fino ai quindici/sedici anni (esploratori e guide) sono previste attività che incentivino l’autonomia e il senso di responsabilità.

Crescendo, viene poi chiesto a questi giovani uomini e donne (rover e scolte) di diventare “buoni cittadini” e di mettersi al servizio della comunità; da questo momento in poi è possibile scegliere di diventare capi.

Si tratta di un percorso mai concluso, che prevede anni di educazione seguiti da anni di formazione per essere a propria volta educatori, ma che allo stesso tempo offre la possibilità di crescere sotto la giuda di solidi valori.

Sono molti i membri dei nostri due comuni impegnati in questa iniziativa; spesso i capi si trovano a fronteggiare situazioni di disagio e a doversi rapportare con contesti difficili, nulla che però spaventi o ostacoli il desiderio di fare qualcosa per i “nostri ragazzi”

Ogni azione è svolta secondo l’insegnamento del fondatore del movimento scout Baden Powell: “lasciate il mondo un po’ migliore di come l’avete trovato”, regola che dovrebbe essere valida per ogni buon cittadino.